Gia' ai tempi dei Romani, gli spettatori palesavano un'attrazione morbosa per la sofferenza inflitta agli sventurati gladiatori che morivano combattendo tra loro o con le tigri nel Colosseo. Questo piacere deviante che pervade l'uomo nel godere del dolore altrui e' il Sadismo.
Il termine Sadismo, deriva dal marchese Donatien Alphonse Francois de Sade (Parigi 1740-1814), il quale scrisse delle opere intrise di crudelta' e sofferenze, capovolgendo il comune sentire dei valori ("le 120 giornate di Sodoma", "Justine", "Opere" ecc.). Spesso il Sadismo e' alimentato dallo stillicidio, ossia il prolungamento spasmodico delle sofferenze inflitte alla vittima.
Il Sadismo puo' avere una valenza sessuale, in cui la voglia di dominare e' stimolo per la propria sessualita', ma c'e' anche il Sadismo psicologico (non sessuale), in cui le sofferenze e i disagi altrui aumentano la propria autostima e il proprio appagamento sociale. Questo sentimento puo' essere considerato molto diffuso se ne consideriamo una forma lieve; per esempio in ambito lavorativo l'insucesso di un collega che non ci suscita molta simpatia puo' scatenare in noi un sottile piacere sadico. Ma tale sentimento puo' avere delle connotazioni molto piu' gravi e tradursi in atteggiamenti aggressivi pericolosi. Il sadico patologico tende a mettere in atto delle condizioni che portano al controllo e dominio sulla vittima. Il sadico gode della sofferenza della vittima e per tale ragione non vuole essere assecondato ma vuole che la vittima cerchi di contrastarlo. Lo psicologo Richard Walter, afferma che il sadico cerca di infliggere le cosiddette “Tre D”: dread (Paura), dependency (dipendenza) e degradetion (degradazione) - ( in Keppel, 1997).
Tralasciando comunque i casi patologici gravi, c'e' forse un piccolo sadico nascosto dentro ognuno di noi, pare infatti che in certe condizioni di stress prolungato e di pressioni psicologiche anche una persona comune puo' compiere azioni sadiche, oltrepassando successivamente i vari stadi dei freni inibitori. Come non considerare il risvolto sadico di alcuni programmi televisivi, come certi reality, dove si punta su condizioni estreme per esasperare le condizioni psico-fisiche dei partecipanti.
Quale sentimento e' l'opposto del Sadismo?
credo che l'opposto del sadismo sia la Compassione. La capacita' dell'uomo di comprendere un altro uomo, di capire e sentire lo stato d'animo di una persona vicina o lontana dalla nostra vita. Comprenderne specialmente i dolori, quasi che fossero anche nostri.
Sirbrio






