martedì, 28 ottobre 2008

In certi periodi, non sopporto la mia citta', non sopporto neanche l'intera Sicilia e me ne partirei verso il Nord, alla ricerca di un posto pulito, un posto tranquillo, un posto efficente, dove la viabilita' sia gestita come si deve, dove il Pubblico non significa burocrazia e attesa, dove la gente e' gentile e non sei continuamente costretto a evitare personaggi loschi che ti chiedono un euro o peggio che vogliono venderti qualche profumo taroccato per la strada.

Questo post non e' molto "political correct"; ma me ne frego, questo e' un mio pensiero.

Sirbrio

postato da: sirbrio alle ore 19:40 | Permalink | commenti
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martedì, 14 ottobre 2008

Quella sera era stato cosi' facile conoscerla che mi sentivo leggero e sicuro di me. Lei mi ascoltava con il suo Negroni tra le dita e sorrideva, ed appena accennavo una battuta o una smorfia, sbuffava a ridere. Ed era solo un'ora che ci eravamo conosciuti. Poi dissi: "vuoi venire a cena da me domani sera? cucino io", lei rispose "...e cosa fai?", guardandola seriamente dissi "se domani sera vieni, faccio il maiale", e aggiunsi " ...e come faccio il maiale io!!", lei sbuffo a ridere fragorosamente, facendo cadere la borsa a terra. Si chino' a prendere la borsa, poi prese fiato e disse: "va bene mi hai convinto!, io allora porto il dolce".

Sirbrio

postato da: sirbrio alle ore 18:32 | Permalink | commenti
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sabato, 11 ottobre 2008

Camminava incessantemente, solo ogni tanto si voltava indietro con la mente, ricordando quel mantello caldo che Lei gli aveva donato, quel mantello morbido ed elegante. Ora nessun mantello lo proteggeva, camminava a petto nudo contro il vento, la pioggia e la neve. Camminava affondando i piedi nella neve, ma senza tentennamenti, senza paura, senza tregua.

Sirbrio

postato da: sirbrio alle ore 15:52 | Permalink | commenti
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mercoledì, 01 ottobre 2008

L'ho conosciuta telefonicamente, rispondendo ad un annuncio. La sera mi aveva richiamato dicendomi che se avesse saputo di qualche appartamento libero mi avrebbe richiamato. "sei molto gentile" gli dissi e ci salutammo. Tre giorni dopo mi ha richiamato, io ero in macchina e sono riuscito a focalizzarla solo dopo qualche secondo che mi parlava. Parlava e divagava, poi con un velo di imbarazzo mi ha chiesto "ma potrei conoscerti o è fuori dal tuo modo di fare?". Io ero un pò incuriosito e in parte divertito dalla situazione e gli ho risposto "si va bene". Lei "allora ci vediamo in via Rapisardi fra un oretta" poi ha aggiunto "sai io sono così con tutti, sono molto espansiva e positiva" tentava di giustificare la sua sfacciataggine. Dopo un ora circa ci siamo incontrati sulla via concordata, era bionda con i capelli lunghi e magra, con gli occhi vispi e il naso un pò lungo. Ci siamo seduti su una panchina e abbiamo discusso principalmente di affitti e padroni di case. E ci osservavamo per capirci, per studiarci. Lei parlava molto e in fretta come spesso fanno le ragazze nervose, io invece parlavo lentamente e con un tono basso come Cleant Eastwood nell'ispettore Callaghan. Ma durante le sue dissertazioni aveva riso energicamente ed io avevo scorto in quelle risa delle linee di follia latente. Forse fù per quello o per altro, che quando lei alzandosi disse: "ora devo andare, perchè nella mia zona non è molto prudente fare tardi" io gli diedi la mano la salutai e le dissi "fai attenzione agli sconosciuti", chiudendo paradossalmente, un incontro già strano di suo.

postato da: sirbrio alle ore 21:31 | Permalink | commenti
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