L'ho conosciuta telefonicamente, rispondendo ad un annuncio. La sera mi aveva richiamato dicendomi che se avesse saputo di qualche appartamento libero mi avrebbe richiamato. "sei molto gentile" gli dissi e ci salutammo. Tre giorni dopo mi ha richiamato, io ero in macchina e sono riuscito a focalizzarla solo dopo qualche secondo che mi parlava. Parlava e divagava, poi con un velo di imbarazzo mi ha chiesto "ma potrei conoscerti o è fuori dal tuo modo di fare?". Io ero un pò incuriosito e in parte divertito dalla situazione e gli ho risposto "si va bene". Lei "allora ci vediamo in via Rapisardi fra un oretta" poi ha aggiunto "sai io sono così con tutti, sono molto espansiva e positiva" tentava di giustificare la sua sfacciataggine. Dopo un ora circa ci siamo incontrati sulla via concordata, era bionda con i capelli lunghi e magra, con gli occhi vispi e il naso un pò lungo. Ci siamo seduti su una panchina e abbiamo discusso principalmente di affitti e padroni di case. E ci osservavamo per capirci, per studiarci. Lei parlava molto e in fretta come spesso fanno le ragazze nervose, io invece parlavo lentamente e con un tono basso come Cleant Eastwood nell'ispettore Callaghan. Ma durante le sue dissertazioni aveva riso energicamente ed io avevo scorto in quelle risa delle linee di follia latente. Forse fù per quello o per altro, che quando lei alzandosi disse: "ora devo andare, perchè nella mia zona non è molto prudente fare tardi" io gli diedi la mano la salutai e le dissi "fai attenzione agli sconosciuti", chiudendo paradossalmente, un incontro già strano di suo.