Non c'e' di meglio di un bel film, quando lo trovi casualmente e te lo gusti senza alcuna aspettativa. Questo e' quanto mi e' accaduto in seconda serata per "sangue vivo", di Edoardo Winspeare.
Uno dei protagonisti e' Pino Zimba (cinquantenne) che interpreta se stesso, l'altro e' il fratello Donato (trentenne) e l'altro ancora e' il Salento, in Puglia. Questi due fratelli vivono in un ambiente caratterizzato dalla Camorra da un lato e dai tamburelli che suonano la "Pizzica" dall'altro. Entrambi suonano i tamburelli ed entrambi sono invischiati con i personaggi loschi del paese, loro malgrado. Solo che Pino e' forte e tenace, invece Donato e' piu' debole e incapace di tenersi lontano dal vortice della droga e dalle situazioni pericolose. Pino Zimbia e' morto nel febbraio di quest'anno, all'eta' di 55 anni, era famoso per essere un cantore della tradizione musicale salentina ed un noto tamburellista "morso dalla taranta".
Sirbrio






