fortunatamente c'e' anche chi la pensa come Fabio Volo. (tratto da una intervista di Emanuele Bigi)
È a dir poco stacanovista. Si dedica alla tv, alla radio, al cinema e alla scrittura di romanzi. Quando non lavora non permette al suo cervello di riposare. Fabio Volo ha appena sfornato il suo quarto libro Il giorno in più (edito da Mondatori), in questi ultimi sprazzi di 2007 sta ritoccando una nuova sceneggiatura, mentre a gennaio lo vedremo, in veste di attore (dopo Casomai, La febbre, Uno su due, Manuale d'amore 2), a fianco di Ambra Angiolini nella commedia di Cristina Comencini Bianco e nero.
Ma allora quando si dedica all'amore? È un po' come il protagonista di Il giorno in più che non si preoccupa dei sentimenti perché troppo impegnato a lavorare?
"Il lavoro e l'amore si intersecano. Non vivo la relazione di coppia in modo classico, non cerco la donna della mia vita, per me non è così importante, mi piace invece condividere del tempo con qualcuno, mi interessa vivere il rapporto più che costruirlo. Quanto a Giacomo, il protagonista dell'ultimo romanzo, per certi aspetti mi assomiglia, però questa volta mi nascondo dietro la figura di Michela".
Quanto contano per lei le donne?
"Moltissimo. Come ho già detto e scritto: 'la donna salverà il mondo se smetterà di imitare gli uomini'. In questo caso ho scritto un libro molto femminile, mi sono messo dalla loro parte, quasi per riscossa, forse dovevo chiedere il permesso. Il tutto è nato da una frase che spesso le trentenni si sentono dire: "Perché non ti sei ancora sposata?" Come se il matrimonio fosse una conseguenza e non una scelta. Se non ti sposi ti reputano quasi una malata, come capita a Michela. Forse bisognerebbe iniziare a capire che molti non si sposano per scelta, perché vogliono vivere soli. Mi piacerebbe che esistesse un luogo dove ti chiedono: "Perché ti sei sposata? Perché eri veramente innamorata o dietro ci sono ragioni di altro tipo?".
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